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G-Dink 300i: affinamenti per il "maxi" simbolo di Kymco

Visto l'enorme successo ottenuto dalla famiglia Dink, Kymco ripropone il best seller di casa migliorandone comfort, abitabilità e prestazioni, con l'obiettivo di confermarsi tra i leader di mercato anche nel 2011

Che piaccia o no, il fenomeno scooter è da anni una realtà consolidata, tanto da erodere, come il mare con la roccia, lento ma inesorabile, importanti quote di mercato alle più aristocratiche motociclette: oggi tre quarti del mercato è di loro dominio. Una tendenza che, partendo da molto lontano, ha saputo conquistare il cuore di numerosi automobilisti prima, e di qualche motociclista poi.

In tutto questo, Kymco ci ha messo lo zampino, configurandosi come uno dei principali artefici di tale successo. Per il 2011 la casa taiwanese (e non cinese come tiene a sottolineare l’importatore italiano) presenta la quarta generazione del Dink: più di 10 anni di storia e oltre 120.000 pezzi immatricolati.

Apprezzato da molti sin da subito, ma snobbato da tanti, per una sorta di razzismo dovuto ai suoi occhi a mandorla, la famiglia Dink ha saputo conquistare cliente dopo cliente, grazie all’invitante rapporto qualità-prezzo e a finiture arrivate ormai a livello della concorrenza giapponese.

Il nuovo G-Dink 300i fonde i concetti già proposti con il capostipite della famiglia, presentato nell’ormai lontano 1997, e con il Gran Dink, arrivato sul mercato italiano nella primavera del 2001. Dal primo eredita nome e carisma, dal secondo la capacità di districarsi con abilità nell’utilizzo extraurbano.

Spinto da un motore di 272 cc a iniezione elettronica, omologato Euro3, il G-Dink 300i eroga, stando ai dati dichiarati dalla casa, 23,8 Cv a 8.000 giri/minuto, abbinati a una coppia tutt’altro che infelice: 23,5 Nm a 6.250 giri/minuto.

Ma come coniugare prestazioni elevate, stabilità alle alte velocità, rigidità strutturale e il comfort della pedana piatta? Semplice, spostando il radiatore in basso, ora allineato al perno ruota anteriore, e rinforzando il telaio nei punti soggetti a maggiore stress, che vanno dal canotto di sterzo alla base della pedana piatta. E dopo aver sistemato affidabilità e robustezza, gli ingegneri Kymco hanno rivolto le loro attenzioni al design. Inevitabile per un mercato come il nostro, in cui lo stile rappresenta spesso l’elemento chiave nella scelta di un prodotto. Gli scooter Kymco, ora, sono anche belli da vedere. Il G-Dink in modo particolare, con il suo becco appuntito e filante.

Pratico, funzionale, è provvisto di un vano sottosella capiente (capace di contenere casco Jet, tuta antipioggia e altri oggetti contemporaneamente) e di un portaoggetti posto dietro allo scudo anteriore, dove trova alloggio anche il bocchettone della benzina. Parabrezza e sella su due livelli, con schienalino per il passeggero, completano l’opera.

La commercializzazione è prevista per la fine di maggio, mentre il prezzo è ancora da definire. Ma, conoscendo la politica dell’importatore italiano, non dovrebbe subire rilevanti variazioni rispetto al vecchio modello.

di Matteo Colella

Pubblicato il 05/05/11 in Moto News, News| TAGS: kymco g-dink 300i, kymco, g-dink 300i, dink, maxiscooter
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