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Honda Crossrunner Vs Triumph Tiger: duello tra crossover

Sportiva e veloce la Honda, grande viaggiatrice confortevole la Triumph, ma entrambe pronte per al vita di tutti i giorni. Le moto che piacciono di pių agli italiani sono cosė: ecco due campionesse

Che il mercato abbia voglia di “crossover” è ormai un dato di fatto. Le pluricilindriche di cilindrata medio-alta e forte attitudine al turismo anche in coppia sono le uniche a veleggiare in territorio positivo in termini di immatricolazioni. Lo dicono anche i dati Ancma di maggio, che registrano – in mezzo a una marea di segni meno – un + 8,1% per il segmento turismo.

Proprio in questa fascia si trovano alcune delle proposte più apprezzate dal mercato, come la Bmw Gs 1200 o la nuova Ducati Multistrada. Ma si stanno facendo spazio anche le sempre più convincenti 800, che hanno prezzi più abbordabili e prestazioni sicuramente paragonabili alle “sorelle” maggiori. A questa categoria appartiene la Crossrunner (10.990 euro) , una delle più recenti proposte Honda, che per l’occasione abbiamo messo a confronto con la best seller del segmento, la Triumph Tiger 800 (8.990 euro).

Entrambe partono dalla stessa idea: realizzare un mezzo polivalente, comodo, abitabile e sicuro, che su asfalto abbia poco da invidiare a una naked di media cilindrata in termini di velocità pura e piacevolezza di guida, mantenendo comunque una discreta mobilità in fuoristrada.

Ecco quindi le sospensioni lunghe, le ruote in lega, un cupolino compatto ma efficace, la possibilità di montare borse laterali e topcase, l’Abs. Poi però le similitudini si esauriscono, perché la Honda ha un telaio doppio trave in alluminio con forcellone monobraccio, la Triumph si affida invece a un traliccio in acciaio con forcellone tradizionale in alluminio.

Per non parlare dei motori, il glorioso 4 cilindri a V della Crossrunner che si contrappone al tre cilindri 800 della Tiger. Differenze filosofiche e sostanziali, che si traducono su strada in evidenti disuguaglianze nel comportamento.

La Honda, più compatta e dotata di una posizione di guida più raccolta rispetto all’inglese, è fatta per i piloti di statura media, che si troveranno benissimo, soprattutto se amano guidare. Sì, perché questa giapponese convince dal primo minuto, per via della grande confidenza che regalano l’avantreno e tutti i comandi. Uniti all’ottima maneggevolezza e al rigore offerto dalle sospensioni a tutti gli angoli di piega, fanno sì che si abbia sempre voglia di curve, dove la Crossrunner, pur rimanendo apprezzabilmente confortevole e fruibile nella marcia autostradale, si guida come una divertente motardona. Una sorta di Hornet con motore V4, che da par suo è veramente cattivo sopra i 6500 giri, ma un po’ poco incisivo ai bassi.

La Tiger invece è di un’altra pasta. Più abitabile e confortevole della giapponese, denota immediatamente una maggiore attitudine ai viaggi. Ma sa essere anche molto godibile nella guida impegnata, grazie alle sospensioni ben tarate. Certo, non è veloce come la Honda nella discesa in piega, ma ha un’ottima tenuta di strada e una stabilità a prova di bomba, che permette di percorrere i curvoni a gas spalancato senza un tentennamento. E poi c’è il motore. Che non inebria soltanto grazie alla singolare tonalità di scarico, ma soprattutto per via della sua pastosità, che consente di limitare l’uso del cambio senza perdere un briciolo di velocità. Basta essere sopra i 3.000 giri per godere, con un allungo che si esaurisce dopo gli 8.500.

E allora Honda o Triumph? Questione di gusti. Ma in entrambi i casi si capisce perché il mercato ha deciso di premiare questa tipologia di moto.

di Steve Nani

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